IL BEACON IS0A
di Tinuccio IW0UAM
(Estratto dal bollettino notiziAriOlbia n° 2/1995)
Correva l'anno 1977 (quanto tempo è passato!) quando un gruppo di Radioamatori di Olbia appassionati di DX, durante uno dei tanti incontri serali, allora usuali, "partorì" l'idea di installare un BEACON nei dintorni della città.
Qualche anno prima la sezione A.R.I. Alitalia aveva realizzato uno dei primi Beacon VHF italiani (I0A), installandolo ad Acilia vicino a Roma.
Forse fù un pizzico di egoismo a portare avanti l'iniziativa: la presenza di un Beacon in Sardegna avrebbe invogliato tutte le stazioni Radio del Tirreno ad orientare le loro direttive verso Olbia.La postazione,ubicata ad una certa quota - per sopperire con l'altezza la mancanza di guadagno dell'antenna omnidirezionale - non doveva essere lontana dalla città.Iniziò così la ricerca della postazione ideale:
- La prima scelta logicamente cadde su Capo Figari, ma dopo un sopralluogo sul posto, ritornammo delusi. Infatti i problemi tecnici erano allora quasi insormontabili: assenza di energia elettrica e difficoltà di accesso e, non ultima, la proprietà pubblica dei locali.
- La seconda scelta fu più fortunata e nel tempo si è dimostrata un'ottima soluzione, sia sotto l'aspetto Radio, giusta altezza sul livello del mare, sia per la distanza che consente anche interventi urgenti di manutenzione nei ritagli di tempo, (quante volte siamo saliti prima di cena per interventi urgenti)
Grazie alla mediazione di uno del gruppo (IS0IPG) ed all'intervento carismatico , in termini di immagine,di (IS0SPR) , si riuscì a concordare un canone accessibile: un canone ENEL della casa di campagna del proprietario del terreno ed il pagamento annuo del controvalore di un paio di scarpe (già da allora ci si preoccupava di recuperare la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione).
Ritorniamo alle cose serie. Il nostro problema più grosso era la parte logica che doveva trasmettere l'identificativo del Beacon: per tutti noi gli integrati erano degli illustri sconosciuti (per tanti lo sono ancora).Non restava quindi che rivolgerci agli amici dell'Alitalia , che subito si offrirono di fornirci il tutto al solo costo di acquisto dei componenti: se la memoria non mi inganna, il costo fu di 135.000 lire, spedizione compresa. Tale apparecchiatura è ancora funzionante. Il trasmettitore invece fu realizzato utilizzando un telaietto STE. Dopo alcuni anni sempre dalla stessa ditta fu fatto costruire un apposito trasmettitore da noi assemblato.
Risolti i vari problemi tecnici, si passò alla fase esecutiva. Si iniziò con la realizzazione della linea elettrica: parte su pali in legno, parte seminterrata in mezzo alle rocce: per continuare con la messa in opera del box. Nel periodo di attività il Beacon Sardo si guadagnò la fama di essere poco serio, in quanto trasmetteva solo nelle ore notturne. Il mistero fu presto chiarito: durante le ore più calde, all'interno del box saliva notevolmente la temperatura e, non disponendo di un quarzo idoneo, si verificava uno slittamento di frequenza, fatto non proprio professionale. Quale soluzione migliore ed immediata che installare un orologio che lo facesse funzionare solo durante le ore notturne: tanto si operava in radio prevalentemente nelle ore serali!
Ci sarebbero da ricordare tanti altri episodi della ormai lunga vita del Beacon, come quando l'antenna si riempì di acqua, quando il vento ci portò via il box, quando i topi si mangiarono parte del cavo, quando I4BER ci regalò la cavità, o quando qualcuno del gruppo propose di sollevare l'antenna fino a 18 metri.
(come ancora non si sa).
Beacon IQ0AH/B
Ubicazione: Monte Pino Mt.381,nel comune di Olbia
Frequenza: 144.454 MHz
WWL: JN40QW
Manager: Lucio IS0PTW